SOCIOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Docenti: 
PELLEGRINO Vincenza
Codice dell'insegnamento: 
10019*9283*2017*2015*9999
Crediti: 
6
Sede: 
PARMA
Anno accademico di offerta: 
2017/2018
Settore scientifico disciplinare: 
SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI (SPS/08)
Semestre dell'insegnamento: 
Secondo Semestre
Lingua di insegnamento: 

ITALIANO

Lingua dell'insegnamento: 

Italiano

Obiettivi formativi

Rispetto alle conoscenze e alla capacità di comprensione (Descrittore 1 nel Syllabus) il corso mira all’acquisizione di una visione storica del fenomeno della globalizzazione (evoluzione nel tempo della società mondo) che contenga tanto la dimensione economica quanto quella socio-culturale, ipotizzando le diverse interazioni tra il piano produttivo e quello culturale.
Si privilegia poi lo sviluppo di un’ottica comparativa (comprendere la diversa evoluzione dello stato nazione nel mondo, la crisi dei vecchi sistemi imperialisti europei, l’emergere di nuove forme di dominio globale ad esempio insiti nella gestione delle frontiere e dei flussi migratori).
In particolare, quindi, si vuole rafforzare la capacità di leggere i nuovi “traffici culturali” nell’epoca post coloniale europea, neo capitalista asiatica, ecc., inquadrando queste trasformazioni come “dimensioni profonde” dei nuovi rapporti di forza internazionali, di effetti politici e giuridici che si traducono nei conflitti emergenti dell’età globale.

Rispetto alle capacità di comprensione applicate alla futura realtà professionale, il corso mira a stimolare nello studente un continuo spostamento tra livelli di analisi “macro” (evoluzioni del capitalismo, crisi di governo degli stati nazione, nuove dimensioni normative e culturali di tipo transnazionale ecc.) e livelli “micro” (le conseguenze della globalizzazione sulle persone, le identità culturali individuali e di gruppo, l’organizzazione della vita quotidiana nei suoi tempi e nei suoi spazi, ecc).

Il corso è poi particolarmente interessato allo sviluppo dell’autonomia di giudizio rispetto ai temi trattati (descrittore 3) ed in tal senso si propone di fornire strumenti di osservazione e di confronto con realtà locali (movimenti, associazioni, testimonianze) che facilitino l’osservazione diretta della realtà e l’analisi empirica delle “forme locali” del mutamento glo-cale in atto. Molto spazio viene dato nella valutazione finale a tali riflessioni.

Rispetto alle conoscenze e alla capacità di comprensione, il corso mira all’acquisizione di una visione storica del fenomeno della globalizzazione (evoluzione nel tempo della società mondo) che contenga tanto la dimensione economica quanto quella socio-culturale, ipotizzando diverse interazioni tra il piano produttivo e quello culturale.

Si privilegia lo sviluppo di un’ottica comparativa (comprendere la diversa evoluzione dello stato nazione nel mondo, la crisi dei vecchi sistemi imperialisti europei, l’emergere di nuove forme di dominio globale ad esempio insiti nella gestione delle frontiere e dei flussi migratori).

In particolare, quindi, si vuole rafforzare la capacità di leggere i nuovi “traffici culturali” nell’epoca post e neo coloniale per l'occidente, e al tempo stesso neo capitalista asiatica, ecc., inquadrando queste trasformazioni come “dimensioni profonde” dei nuovi rapporti di forza internazionali, di effetti politici e giuridici che si traducono nei conflitti emergenti dell’età globale.

Rispetto alle capacità di comprensione applicate alla futura realtà professionale, il corso mira a stimolare nello studente un continuo spostamento tra livelli di analisi “macro” (evoluzioni del capitalismo, crisi di governo degli stati nazione, nuove dimensioni normative e culturali di tipo transnazionale ecc.) e livelli “micro” (le conseguenze della globalizzazione sulle persone, le identità culturali individuali e di gruppo, l’organizzazione della vita quotidiana nei suoi tempi e nei suoi spazi, ecc).

Il corso è poi particolarmente interessato allo sviluppo dell’autonomia di giudizio rispetto ai temi trattati (descrittore 3) ed in tal senso si propone di fornire strumenti di osservazione e di confronto con realtà locali (movimenti, associazioni, testimonianze) che facilitino l’osservazione diretta della realtà e l’analisi empirica delle “forme locali” del mutamento glo-cale in atto. Molto spazio viene dato nella valutazione finale a tali riflessioni.

Prerequisiti

Non vi sono pre-requisiti obbligatori.

Contenuti dell'insegnamento

Il corso mira ad inquadrare il processo storico e socio-culturale della “globalizzazione” nella sua dimensione complessa di fenomeno storico al tempo stesso culturale, economico e politico.
Si inquadrerà l’evoluzione del “sistema mondo” nella parte conclusiva delle modernità, con particolare attenzione alla dimensione post coloniale e post europea dell’ordine mondiale.
Si approfondirà il tema della globalizzazione delle merci, del capitalismo finanziario ed extraterritoriale, immateriale e cognitivo, e della nuova “stratificazione sociale” di tipo globale legata al nuovo capitalismo (elite produttive, proletariato precario globale; migranti e mercati neri.
A partire da quest’ultima dimensione, esploreremo più dettagliatamente la dimensione politica del nuovo governo delle frontiere, il legame con nuove forme di criminalità internazionale, la conseguente e dilagante “apolidia”.
Si affronterà poi il tema dei “cultural landscapes” legati a tale capitalismo globale, della dimensione “speculare” e “dialogica” nella costruzione delle identità culturali che non possono evitare di ridefinirsi a vicenda (“post colonialismi” da un lato e nei “neo materialismi asiatici” dall’altro lato, e così via).

A partire dalla descrizione di questa profonda “crisi dello stato nazione”, sia in termini economici e produttivi che in termini culturali ed identitari, il corso tenterà poi di disegnare forme di comunità politiche emergenti, nuove tipologie dell’appartenenza politica legati al territorio, alla dimensione urbana (le metropoli-stato ad es) da un lato, alla dimensione periferica, i borghi e i villaggi come nuove dimensioni organizzative e resistenti, dall’altro lato; ci si soffermerà inoltre su alcuni fenomeni “sociali e globali” emergenti.

In una terza parte delle lezioni, affronteremo la “ricaduta della globalizzazione” sulla vita quotidiana delle persone nel contesto in cui viviamo: vedremo
le “cronofrenie” occidentali, la contrazione del tempo e la dilatazione dello spazio, la crisi della presenza, la presentificazione della vita, la stanchezza,
ma esploreremo anche il “nuovo immaginario politico” giovanile di tipo post-statuale, la crisi del progresso e le nuove utopie; l’aspirazione alla cittadinanza globale.

Il corso mira ad inquadrare il processo storico della “globalizzazione” nella sua complessa dimensione di fenomeno al tempo stesso economico, culturale e politico.

PRIMA PARTE DEL CORSO: Lezioni frontali.
LA GLOBALIZZAZIONE COME FENOMENO CULTURALE, ECONOMICO E POLITICO
In questa prima parte delle lezioni si inquadrerà teoricamente l’evoluzione del “sistema mondo” nella “seconda modernità” (l’epoca contemporanea), con particolare attenzione a:
1. evoluzione del sistema capitalista globale (capitalismo finanziario immateriali e cognitivo da un lato, capitalismo estrattivo dall’altro lato);
2. evoluzione dei processi migratori di massa e nuove "faglie" della mobilità contrastata;
3. Nuovi scenari post-neo-coloniali e post-europei nell'ordine mondiale in ridefinizione;
4. dimensioni g-locali: ricadute identitarie e culturali della globalizzazione.

SECONDA PARTE DEL CORSO.
Lezioni aperte: didattica partecipata con i protagonisti della globalizzazione.

Dopo una introduzione teorica ai principali mutamenti economici e politico-sociali del sistema mondo, si approfondiranno alcune tematiche attraverso il confronto con associazioni, movimenti e collettivi che si occupano nello specifico di queste questioni, grazie al confronto con persone che hanno vissuto il colonialismo, la mobilità, il plurilinguismo, l’intercultura e così via.

Nel corso dell’anno 2017\2018 i cicli di approfondimento saranno su:
1. Ciclo Capitalismo e Precariato Globale, in collaborazione con associazioni studentesche e giovanili sul tema del lavoro
2. Ciclo Femminismi Postcoloniali, in collaborazione con il tavolo Sguardi Incrociati del Centro interculturale di Parma, sul tema della identità femminile in migrazione
3. Ciclo Un Mondo di Rifugiati: storie di richiedenti asilo per inquadrare il tema delle migrazioni contemporanee
4. Ciclo Culture e Religioni, in collaborazione con associazioni interreligiose locale, comprese generazioni di seconde generazioni (giovani musulmani)
5. Ciclo Un mondo in movimento, film sulle migrazioni in atto (l’attesa di chi attraversa il Mediterraneo; le migrazioni interne alla Cina; i campi di detenzione in Libia)

Programma esteso

Il corso mira ad inquadrare il processo storico e socio-culturale della “globalizzazione” nella sua dimensione complessa di fenomeno storico al tempo stesso culturale, economico e politico.

PRIMA PARTE DEL CORSO: LA GLOBALIZZAZIONE COME FENOMENO CULTURALE, ECONOMICO, E POLITICO
In una prima parte delle lezioni, si inquadrerà l’evoluzione del “sistema mondo” nella parte conclusiva delle modernità, con particolare attenzione alla dimensione post coloniale e post europea dell’ordine mondiale.
Si approfondirà il tema della globalizzazione delle merci, del capitalismo finanziario ed extraterritoriale, immateriale e cognitivo, del crescente “traffico della distruzione e della mercificazione dei simboli” legato (anche) alle nuove strutture della comunicazione, e soprattutto alla emergente nuova “stratificazione sociale” di tipo globale legata al nuovo capitalismo:
- le elite produttive, vita non situata e gated community;
- la questione del proletariato precario globale;
- i migranti, l’invisibilità, i mercati neri (breve viaggio nella provincia di Foggia e nei villaggi dei migranti sfruttati in agricoltura).
A partire da quest’ultima dimensione, esploreremo più dettagliatamente la dimensione politica del nuovo governo delle frontiere, il legame con nuove forme di criminalità internazionale, la conseguente e dilagante “apolidia”.

Si affronterà poi il tema dei “cultural landscapes” legati a tale capitalismo globale, della dimensione “speculare” e “dialogica” nella costruzione delle identità culturali che non possono evitare di ridefinirsi a vicenda (breve viaggio negli “orientalisti”, “occidentalismi”, nei “post colonialismi” da un lato e nei “neo materialismi asiatici” dall’altro lato, e così via).

A partire dalla descrizione di questa profonda “crisi dello stato nazione”, sia in termini economici e produttivi che in termini culturali ed identitari, il corso tenterà poi di disegnare forme di comunità politiche emergenti, nuove tipologie dell’appartenenza politica legati al territorio, alla dimensione urbana (le metropoli-stato ad es) da un lato, alla dimensione periferica, i borghi e i villaggi come nuove dimensioni organizzative e resistenti, dall’altro lato.
Ci si soffermerà inoltre su alcuni fenomeni “sociali e globali” emergenti:
- i così detti “femminismi post coloniali”, non occidentali (femminismi “islamici”, femminismi “ecologico-relazionali”, femminismi “post femministi” ecc.);
- i così detti “neo-fondamentalismi” religiosi (breve viaggio in Marocco);
- i così detti movimenti globali di “critica sociale” e di alternativa (breve viaggio nei movimenti contadini per la “sovranità alimentare” e nelle loro forme organizzative; breve viaggio nei movimenti della “disobbedienza” e nelle loro forme organizzative).

SECONDA PARTE DEL CORSO: NUOVE PAROLE PER EVOCARE UN ORDINE NUOVO
In una seconda parte del corso, utilizzeremo “parole nuove” per esplorare la società mondo di cui abbiamo parlato nella prima parte del corso, parole e paradigmi nuovi che cercano di evocare in modo immediato e immaginifico il cambiamento avvenuto, esplorando alcune espressioni tra cui:
“scenari glo-cali”; “scenari trans-migratori”; “Fortezza Europa”; “Alternativa Mediterranea”; e così via.

TERZA PARTE DEL CORSO: LA RICADUTA SULLA PERSONE
In una terza parte delle lezioni, affronteremo la “ricaduta della globalizzazione” sulla vita quotidiana delle persone nel contesto in cui viviamo:
le “cronofrenie” occidentali, la contrazione del tempo e la dilatazione dello spazio, la crisi della presenza, la presentificazione della vita (il dominio simbolico del presente e il frames of meaning dominante – “il calcolo delle probabilità che il progresso si prolunghi nel sempre e si diffonda nel ovunque”);
ma anche, il “nuovo immaginario politico” giovanile di tipo post-statuale, la crisi del progresso e le nuove utopie; l’aspirazione alla cittadinanza globale.

QUARTA PARTE DEL CORSO: I LABORATORI
I laboratori approfondiranno, con modalità di confronto attivo, 2 diverse tematiche inerenti quanto visto nelle lezioni precedenti. L’intenzione è quella di costituire contesti di lezione con un numero minore di studenti – per favorire il loro coinvolgimento – all’interno di contesti in cui possono essere presenti anche operatori sociali e sanitari, altri studiosi ecc – in modo da favorire il confronto tra studenti e contesto cittadino.

Lab A) Sguardi Incrociati: “Essere FuoriLuogo” (in collaborazione con Centro Interculturale di Parma, Forum Solidarietà).
Il laboratorio vorrebbe approfondire i processi culturali riguardanti le identità post-locali e post-statuali con particolare interesse alle donne e alle ridefinizioni del femminismo in chiave interculturale. In particolare si lavorerà con le donne delle associazioni migranti che costituiscono il Tavolo “Sguardi Incrociati” attraverso modalità e metodologie della narrazione autobiografica.

Lab B) Dolore in Bellezza: “Le ricadute della globalizzazione: memorie, scomparsa e rimozione” (in collaborazione con Fondazione Teatro DUE e Az USL Parma)
Il laboratorio vorrebbe approfondire il tema delle “ricadute della globalizzazione” sulla vita quotidiana delle persone. In particolare si eploreranno le dimensioni temporali della vita quotidiana, la compressione dei tempi, la rimozione del passato ecc., utilizzando metodologie e linguaggi del teatro.

Il corso mira ad inquadrare il processo storico e socio-culturale della “globalizzazione” nella sua complessa dimensione di fenomeno al tempo stesso economico, culturale e politico.

PRIMA PARTE DEL CORSO: Lezioni frontali. LA GLOBALIZZAZIONE COME FENOMENO CULTURALE, ECONOMICO E POLITICO
In una prima parte delle lezioni, si inquadrerà teoricamente l’evoluzione del “sistema mondo” nella “seconda modernità” (l’epoca contemporanea), con particolare attenzione a: 1. evoluzione del sistema capitalista globale (capitalismo finanziario immateriali e cognitivo da un lato, capitalismo estrattivo dall’altro); 2. evoluzione dei processi migratori di massa e le nuove faglie della mobilità contrastata dimensione; 3. Nuovi scenari post coloniale e post europei dell’ordine mondiale; 4. dimensioni g-locali culturali.
1. Si approfondirà quindi il tema della globalizzazione delle merci, del capitalismo finanziario ed extraterritoriale, immateriale e cognitivo, del crescente “traffico della distruzione e della mercificazione dei simboli” legato (anche) alle nuove strutture della comunicazione, e soprattutto alla emergente nuova “stratificazione sociale” di tipo globale legata al nuovo capitalismo, delle le elite produttive, vita non situata e gated community; la questione del proletariato precario globale; i migranti, l’invisibilità, i mercati neri del lavoro in occidente.
2. A partire dalla descrizione di una profonda “crisi dello stato nazione” nello scenario del mercato globale appena descritto, che in un certo senso lo sovra-determina, esploreremo più dettagliatamente una delle dimensioni che apparentemente ne discende, quella delle migrazioni forzate contemporanee e del nuovo governo delle frontiere, della dilagante “apolidia” di fatto, delle vite in attesa di traversata, della migrazione come cittadinanza postcoloniale (al tempo stesso da intendere come lotta anticoloniale, come rifiuto di morire di inedia in contesti invivibili e neocoloniali, dall’altro lato come ricreazione di sistemi di segregazione lavorativa a base raziale ecc. che credevamo propri del colonialismo e che oggi invadono il “centro” delle città occidentali) e cosi via.
3. Si affronterà poi il tema dei “cultural landscapes” sottesi alle tecnologie del capitalismo globale, alla dimensione “speculare” e “dialogica” nella costruzione delle identità culturali che non possono evitare di ridefinirsi a vicenda nel corpo a corpo ma lo fanno ampiamente da condizioni di separatezza (breve viaggio negli “orientalisti” e negli “occidentalismi” contemporanei); collocheremo queste pratiche discorsive all’interno della più vasta analisi condotta dai post colonial studies.
4. Infine si affronteranno le ricadute locali dei nuovi assetti globali: dimensioni interculturali dell’incontro, ad esempio, femminismi post coloniali che mescolano donne europee precarie e donne migranti precarie in forme associative nuove, ad esempio, o forme di impegno sindacale crescente dei migranti in alcuni contesti come quello agricolo, o coinvolgimento dei migranti come operatori e mediatori in forme di gestione del welfare state e dell’accoglienza, per immaginare in quale modo la convivenza oggi preluda a un mondo futuro e possibili di cittadini globali.

SECONDA PARTE DEL CORSO. Lezioni aperte, didattica partecipata con i protagonisti della globalizzazione. CICLI di APPROFONDIMENTO
Dopo una introduzione teorica ai principali mutamenti economico e politico sociali del sistema mondo, si approfondiranno le tematiche attraverso il confronto con associazioni, movimenti e collettivi che si occupano nello specifico di queste questioni e che sono abitati da persone che hanno vissuto in prima persona la mobilità, il plurilinguismo, l’intercultura e così via.
Nel corso dell’anno 2017\2018 i cicli di approfondimento saranno su:
1. Ciclo Capitalismo e Precariato Globale, in collaborazione con associazioni studentesche e giovanili: il tema del lavoro gratuito, dello sfruttamento, della sussunzione vitale, del governo della povertà attraverso il debito e la microfinanza
2. Ciclo Femminismi Postcoloniali, in collaborazione con il tavolo Sguardi Incrociati del Centro interculturale di Parma: il tema della identità femminile in migrazione
3. Ciclo sul le ricadute dell’instabilità globale, Un Mondo di Rifugiati: storie di richiedenti asilo analizzate prodotte e discusse insieme in aula con particolare attenzione alla ricostruzione delle rotte (passeurs e debiti) e delle interazioni quotidiane con la nostra società (“il razzismo quotidiano”)
4. Ciclo Culture e Religioni, in collaborazione con associazioni interreligiose locale, comprese generazioni di seconde generazioni (giovani musulmani): lettura di autori del pensiero islamico contemporaneo e dibattito su elementi di interesse centrale nel dibattito globale sulla giustizia possibile (alla esplorazione dei padri del pensiero contemporaneo sull’islam globale e umma; islam sociale e movimenti, e cos’ via)
5. Ciclo Un mondo in movimento: film sulle migrazioni in atto (l’attesa di chi attraversa il Mediterraneo; le migrazioni interne alla Cina; i campi di detenzione in Libia)

Bibliografia

Il corso si basa su tre tipi di materiali:
Le dispense del corso a cura della docente, che saranno caricate sul sito sin dall’inizio delle lezioni, un glossario sulla globalizzazione (pp. 50 circa);

Alcuni saggi centrati sulla globalizzazione e sul mutamento in corso, in particolare alcuni saggi estratti dai testi seguenti (per un totale di 100 pagine circa):
Ajrun Appadurai, Modernità in polvere, Meltemi 2001
Sandro Mezzadra, Agostino Petrillo (a cura di), I confini della globalizzazione. Lavoro, culture, cittadinanza, 2000
Edward Said, Orientalismo, Feltrinelli 2001
Ania Loomba, Colonialismo\post colonialismo, Meltemi 2000
Iain Chambers, Le molte voci del Mediterraneo, Cortina Raffaello 2007
Lidia Curti, La voce dell’altra. Scritture ibride tra femminismo e post coloniale, Meltemi 2006
Zygmund Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone, Laterza 2002
Stefano Becucci, Monica Massari, Globalizzazione e criminalità, Laterza 2003

(la lista degli estratti da studiare è ancora in via di composizione; i saggi saranno inseriti in formato pdf sul sito degli studenti prima dell’inizio delle lezioni)

Lettura e analisi di un testo completo a scelta tra i seguenti:
- Pellegrino V., L’occidente e il Mediterraneo agli occhi dei migranti, Unicopli, Milano 2009
- Pellegrino V. (a cura di), Sguardi Incrociati: contesti post coloniali e soggettività femminili in transizione, Mesogea editore, Messina 2015
(i testi sono propedeutici ai laboratori)

Il corso si basa su due tipi di materiali:
a) Lettura e analisi dei seguenti testi:
- Pellegrino V., L’occidente e il Mediterraneo agli occhi dei migranti, Unicopli, Milano 2009
- Pellegrino V. (a cura di), Sguardi Incrociati: contesti post coloniali e soggettività femminili in transizione, Mesogea editore, Messina 2015
(i testi sono propedeutici ai laboratori)

b) Alcuni saggi centrati sulla globalizzazione e sul mutamento in corso, in particolare alcuni saggi estratti dai testi seguenti (per un totale di 100 pagine circa):
- Ajrun Appadurai, Modernità in polvere, Meltemi 2001
- Sandro Mezzadra, Agostino Petrillo (a cura di), I confini della globalizzazione. Lavoro, culture, cittadinanza, 2000
- Edward Said, Orientalismo, Feltrinelli 2001
- Iain Chambers, Le molte voci del Mediterraneo, Cortina Raffaello 2007
- Lidia Curti, La voce dell’altra. Scritture ibride tra femminismo e post coloniale, Meltemi 2006
- Zygmund Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone, Laterza 2002
- David Harvey, 17 contraddizioni e la fine del capitalismo, Feltrinelli 2014

E altri che saranno caricati sul sistema Elly con il procedere degli stimoli addotti dai seminari.

Metodi didattici

Il corso è impostato su diversi tipi di lezione:
Lezioni teoriche condotte dall’insegnante con dibatitto finale centrato su alcune parole chiave, lezioni finalizzate all’apprendimento delle principali teorie socio-economiche sulla globalizzazione;
Visione di film centrati sul tema (Terraferma, regia di Emanuele Crialese, 2011; Looking for Kadjia, regia di Francesco Raganato, 2014; ecc.)
Seminari con “ospiti esperti”: le lezioni teoriche sono inframmezzate da seminari condotti in co-presenza con testimoni e\o esperti ai quali gli studenti possono porre domande dopo una prima breve esposizione. In particolare, saranno ospiti del corso operatori e utenti del CIAC (immigrazione e richiedenti asilo); rappresentanti di associazioni immigrati; colleghi.
Agli studenti vengono forniti inoltre elenchi di seminari tematici ed eventi sul tema in corso nella città, ai quali sono invitati a recarsi.
4. Laboratori: durante il corso agli studenti vengono proposti diversi laboratori (gli studenti si suddividono in sottogruppi e lavorano attivamente producendo analisi e materiali scritti). I laboratori hanno specifica verifica (report) e valutazione finale.

Il corso è impostato su diversi tipi di lezione:

1. Lezioni teoriche condotte dall’insegnante con dibatitto finale centrato su alcune parole chiave, lezioni finalizzate all’apprendimento delle principali teorie socio-economiche sulla globalizzazione;

2. Visione di film centrati sul tema delle migrazioni nel mondo, con particolare attenzione all’esplorazione di luoghi, faglie, fratture non visibili dal punti di osservazione europeo (Cina, Libia, Nigeria e altri mondi);

3. Lezioni Aperte. Seminari con “ospiti esperti”: le lezioni teoriche sono inframmezzate da lezioni aperte, vale a dire seminari condotti in co-presenza con testimoni (migranti, video maker “globe trotter” e così via) che producono la propria rappresentazione della globalizzazione e con i quali gli studenti possono dialogare. In particolare, saranno coinvolte molte associazioni tra cui: CIAC onlus, Centro Interculturale, Centro interreligioso, Forum Solidarietà e così via.

4. Laboratori: durante il corso agli studenti vengono proposti alcuni laboratori interattivi (gli studenti si suddividono in sottogruppi e lavorano attivamente producendo analisi e materiali scritti).

Modalità verifica apprendimento

La verifica del corso è così articolata:

Prova scritta finale basata prevalentemente sulle dispense, i materiali di saggistica, i materiali forniti dagli esperti invitati come testimoni ai seminari.
Si tratta di 5 domande aperte obbligatorie e 1 a scelta tra altre 5 (tempo a disposizione 4 ore circa). Le domande sono aperte e generali, mirate a sviluppare negli studenti la capacità di elaborazione critica.
Infine, non si tratta solo di verificare l’apprendimento nozionistico ma di sollecitare la sintesi tra diversi “capitoli” di studio, di sollecitare la capacità di comprensione rispetto a domande aperte e formulate in maniera complessa (descrittore 1).

Relazione di un testo a scelta tra quelli proposti. La relazione prevede una prima parte rielaborativa del testo letto ed una seconda parte di analisi critica (integrazione con altre fonti sul tema scelto). In tal senso, le relazioni (che non possono essere inferiori alle 3\4 cartelle) verificano la capacità di comprensione applicata al proprio contesto sociale e alla propria futura professionalità (descrittore 2).

Relazione sui laboratori. Questa verifica vuole insistere ancora sulla capacità di comprensione applicata ma anche sulla autonomia di giudizio dello studente e sulla sua abilità comunicativa.

La valutazione finale dello studente emerge dalla media ponderata dei punteggi ottenuti dallo studente nelle diverse prove, che devono essere tutte presenti come requisito di sufficienza (se ne manca una, lo studente risulta insufficiente).
In particolare:
la prova scritta, valutata in 30esimi, vale il 40% del voto finale. Per prendere la sufficienza, lo studente deve rispondere a tutte le domande aperte obbligatorie. A seconda della capacità critica e di approfondimento il voto varia;
la relazione del testo, anch’essa in 30esimi, vale 30% del voto finale;
l’elaborato finale rispetto ai laboratori in 30esimi vale 30% del voto finale.
Agli studenti vengono spiegati questi criteri di valutazione all’inizio del corso.

• La verifica del corso è così articolata:

Prova orale finale basata prevalentemente sui libri indicati, le dispense e i materiali di saggistica, forniti dagli esperti invitati come testimoni ai seminari.

La prova inizierà con la discussione della tesina di approfondimento, uno scritto richiesto allo studente sull’approfondimento di una parola appresa particolarmente significativa che descrive il mondo in transizione in cui viviamo (esempi: postcolonialismo, finanzcapitalismo, glocalizzazione e così via) di almeno 6\8 cartelle, dalla cui esplorazione partirà il dialogo con il docente.

Agli studenti vengono spiegati i criteri di composizione della tesina all’inizio del corso.

Altre informazioni

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