SOCIOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Crediti: 
6
Settore scientifico disciplinare: 
SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI (SPS/08)
Anno accademico di offerta: 
2016/2017
Semestre dell'insegnamento: 
Secondo Semestre
Lingua di insegnamento: 

ITALIANO

Obiettivi formativi

Rispetto alle conoscenze e alla capacità di comprensione (Descrittore 1 nel Syllabus) il corso mira all’acquisizione di una visione storica del fenomeno della globalizzazione (evoluzione nel tempo della società mondo) che contenga tanto la dimensione economica quanto quella socio-culturale, ipotizzando le diverse interazioni tra il piano produttivo e quello culturale.
Si privilegia poi lo sviluppo di un’ottica comparativa (comprendere la diversa evoluzione dello stato nazione nel mondo, la crisi dei vecchi sistemi imperialisti europei, l’emergere di nuove forme di dominio globale ad esempio insiti nella gestione delle frontiere e dei flussi migratori).
In particolare, quindi, si vuole rafforzare la capacità di leggere i nuovi “traffici culturali” nell’epoca post coloniale europea, neo capitalista asiatica, ecc., inquadrando queste trasformazioni come “dimensioni profonde” dei nuovi rapporti di forza internazionali, di effetti politici e giuridici che si traducono nei conflitti emergenti dell’età globale.

Rispetto alle capacità di comprensione applicate alla futura realtà professionale, il corso mira a stimolare nello studente un continuo spostamento tra livelli di analisi “macro” (evoluzioni del capitalismo, crisi di governo degli stati nazione, nuove dimensioni normative e culturali di tipo transnazionale ecc.) e livelli “micro” (le conseguenze della globalizzazione sulle persone, le identità culturali individuali e di gruppo, l’organizzazione della vita quotidiana nei suoi tempi e nei suoi spazi, ecc).

Il corso è poi particolarmente interessato allo sviluppo dell’autonomia di giudizio rispetto ai temi trattati (descrittore 3) ed in tal senso si propone di fornire strumenti di osservazione e di confronto con realtà locali (movimenti, associazioni, testimonianze) che facilitino l’osservazione diretta della realtà e l’analisi empirica delle “forme locali” del mutamento glo-cale in atto. Molto spazio viene dato nella valutazione finale a tali riflessioni.

Contenuti dell'insegnamento

Il corso mira ad inquadrare il processo storico e socio-culturale della “globalizzazione” nella sua dimensione complessa di fenomeno storico al tempo stesso culturale, economico e politico.
Si inquadrerà l’evoluzione del “sistema mondo” nella parte conclusiva delle modernità, con particolare attenzione alla dimensione post coloniale e post europea dell’ordine mondiale.
Si approfondirà il tema della globalizzazione delle merci, del capitalismo finanziario ed extraterritoriale, immateriale e cognitivo, e della nuova “stratificazione sociale” di tipo globale legata al nuovo capitalismo (elite produttive, proletariato precario globale; migranti e mercati neri.
A partire da quest’ultima dimensione, esploreremo più dettagliatamente la dimensione politica del nuovo governo delle frontiere, il legame con nuove forme di criminalità internazionale, la conseguente e dilagante “apolidia”.
Si affronterà poi il tema dei “cultural landscapes” legati a tale capitalismo globale, della dimensione “speculare” e “dialogica” nella costruzione delle identità culturali che non possono evitare di ridefinirsi a vicenda (“post colonialismi” da un lato e nei “neo materialismi asiatici” dall’altro lato, e così via).

A partire dalla descrizione di questa profonda “crisi dello stato nazione”, sia in termini economici e produttivi che in termini culturali ed identitari, il corso tenterà poi di disegnare forme di comunità politiche emergenti, nuove tipologie dell’appartenenza politica legati al territorio, alla dimensione urbana (le metropoli-stato ad es) da un lato, alla dimensione periferica, i borghi e i villaggi come nuove dimensioni organizzative e resistenti, dall’altro lato; ci si soffermerà inoltre su alcuni fenomeni “sociali e globali” emergenti.

In una terza parte delle lezioni, affronteremo la “ricaduta della globalizzazione” sulla vita quotidiana delle persone nel contesto in cui viviamo: vedremo
le “cronofrenie” occidentali, la contrazione del tempo e la dilatazione dello spazio, la crisi della presenza, la presentificazione della vita, la stanchezza,
ma esploreremo anche il “nuovo immaginario politico” giovanile di tipo post-statuale, la crisi del progresso e le nuove utopie; l’aspirazione alla cittadinanza globale.

Programma esteso

Il corso mira ad inquadrare il processo storico e socio-culturale della “globalizzazione” nella sua dimensione complessa di fenomeno storico al tempo stesso culturale, economico e politico.

PRIMA PARTE DEL CORSO: LA GLOBALIZZAZIONE COME FENOMENO CULTURALE, ECONOMICO, E POLITICO
In una prima parte delle lezioni, si inquadrerà l’evoluzione del “sistema mondo” nella parte conclusiva delle modernità, con particolare attenzione alla dimensione post coloniale e post europea dell’ordine mondiale.
Si approfondirà il tema della globalizzazione delle merci, del capitalismo finanziario ed extraterritoriale, immateriale e cognitivo, del crescente “traffico della distruzione e della mercificazione dei simboli” legato (anche) alle nuove strutture della comunicazione, e soprattutto alla emergente nuova “stratificazione sociale” di tipo globale legata al nuovo capitalismo:
- le elite produttive, vita non situata e gated community;
- la questione del proletariato precario globale;
- i migranti, l’invisibilità, i mercati neri (breve viaggio nella provincia di Foggia e nei villaggi dei migranti sfruttati in agricoltura).
A partire da quest’ultima dimensione, esploreremo più dettagliatamente la dimensione politica del nuovo governo delle frontiere, il legame con nuove forme di criminalità internazionale, la conseguente e dilagante “apolidia”.

Si affronterà poi il tema dei “cultural landscapes” legati a tale capitalismo globale, della dimensione “speculare” e “dialogica” nella costruzione delle identità culturali che non possono evitare di ridefinirsi a vicenda (breve viaggio negli “orientalisti”, “occidentalismi”, nei “post colonialismi” da un lato e nei “neo materialismi asiatici” dall’altro lato, e così via).

A partire dalla descrizione di questa profonda “crisi dello stato nazione”, sia in termini economici e produttivi che in termini culturali ed identitari, il corso tenterà poi di disegnare forme di comunità politiche emergenti, nuove tipologie dell’appartenenza politica legati al territorio, alla dimensione urbana (le metropoli-stato ad es) da un lato, alla dimensione periferica, i borghi e i villaggi come nuove dimensioni organizzative e resistenti, dall’altro lato.
Ci si soffermerà inoltre su alcuni fenomeni “sociali e globali” emergenti:
- i così detti “femminismi post coloniali”, non occidentali (femminismi “islamici”, femminismi “ecologico-relazionali”, femminismi “post femministi” ecc.);
- i così detti “neo-fondamentalismi” religiosi (breve viaggio in Marocco);
- i così detti movimenti globali di “critica sociale” e di alternativa (breve viaggio nei movimenti contadini per la “sovranità alimentare” e nelle loro forme organizzative; breve viaggio nei movimenti della “disobbedienza” e nelle loro forme organizzative).

SECONDA PARTE DEL CORSO: NUOVE PAROLE PER EVOCARE UN ORDINE NUOVO
In una seconda parte del corso, utilizzeremo “parole nuove” per esplorare la società mondo di cui abbiamo parlato nella prima parte del corso, parole e paradigmi nuovi che cercano di evocare in modo immediato e immaginifico il cambiamento avvenuto, esplorando alcune espressioni tra cui:
“scenari glo-cali”; “scenari trans-migratori”; “Fortezza Europa”; “Alternativa Mediterranea”; e così via.

TERZA PARTE DEL CORSO: LA RICADUTA SULLA PERSONE
In una terza parte delle lezioni, affronteremo la “ricaduta della globalizzazione” sulla vita quotidiana delle persone nel contesto in cui viviamo:
le “cronofrenie” occidentali, la contrazione del tempo e la dilatazione dello spazio, la crisi della presenza, la presentificazione della vita (il dominio simbolico del presente e il frames of meaning dominante – “il calcolo delle probabilità che il progresso si prolunghi nel sempre e si diffonda nel ovunque”);
ma anche, il “nuovo immaginario politico” giovanile di tipo post-statuale, la crisi del progresso

Bibliografia

Il corso si basa su tre tipi di materiali:
Le dispense del corso a cura della docente, che saranno caricate sul sito sin dall’inizio delle lezioni, un glossario sulla globalizzazione (pp. 50 circa);

Alcuni saggi centrati sulla globalizzazione e sul mutamento in corso, in particolare alcuni saggi estratti dai testi seguenti (per un totale di 100 pagine circa):
Ajrun Appadurai, Modernità in polvere, Meltemi 2001
Sandro Mezzadra, Agostino Petrillo (a cura di), I confini della globalizzazione. Lavoro, culture, cittadinanza, 2000
Edward Said, Orientalismo, Feltrinelli 2001
Ania Loomba, Colonialismo\post colonialismo, Meltemi 2000
Iain Chambers, Le molte voci del Mediterraneo, Cortina Raffaello 2007
Lidia Curti, La voce dell’altra. Scritture ibride tra femminismo e post coloniale, Meltemi 2006
Zygmund Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone, Laterza 2002
Stefano Becucci, Monica Massari, Globalizzazione e criminalità, Laterza 2003

(la lista degli estratti da studiare è ancora in via di composizione; i saggi saranno inseriti in formato pdf sul sito degli studenti prima dell’inizio delle lezioni)

Lettura e analisi di un testo completo a scelta tra i seguenti:
- Pellegrino V., L’occidente e il Mediterraneo agli occhi dei migranti, Unicopli, Milano 2009
- Pellegrino V. (a cura di), Sguardi Incrociati: contesti post coloniali e soggettività femminili in transizione, Mesogea editore, Messina 2015
(i testi sono propedeutici ai laboratori)

Metodi didattici

Il corso è impostato su diversi tipi di lezione:
Lezioni teoriche condotte dall’insegnante con dibatitto finale centrato su alcune parole chiave, lezioni finalizzate all’apprendimento delle principali teorie socio-economiche sulla globalizzazione;
Visione di film centrati sul tema (Terraferma, regia di Emanuele Crialese, 2011; Looking for Kadjia, regia di Francesco Raganato, 2014; ecc.)
Seminari con “ospiti esperti”: le lezioni teoriche sono inframmezzate da seminari condotti in co-presenza con testimoni e\o esperti ai quali gli studenti possono porre domande dopo una prima breve esposizione. In particolare, saranno ospiti del corso operatori e utenti del CIAC (immigrazione e richiedenti asilo); rappresentanti di associazioni immigrati; colleghi.
Agli studenti vengono forniti inoltre elenchi di seminari tematici ed eventi sul tema in corso nella città, ai quali sono invitati a recarsi.
4. Laboratori: durante il corso agli studenti vengono proposti diversi laboratori (gli studenti si suddividono in sottogruppi e lavorano attivamente producendo analisi e materiali scritti). I laboratori hanno specifica verifica (report) e valutazione finale.

Modalità verifica apprendimento

La verifica del corso è così articolata:

Prova scritta finale basata prevalentemente sulle dispense, i materiali di saggistica, i materiali forniti dagli esperti invitati come testimoni ai seminari.
Si tratta di 5 domande aperte obbligatorie e 1 a scelta tra altre 5 (tempo a disposizione 4 ore circa). Le domande sono aperte e generali, mirate a sviluppare negli studenti la capacità di elaborazione critica.
Infine, non si tratta solo di verificare l’apprendimento nozionistico ma di sollecitare la sintesi tra diversi “capitoli” di studio, di sollecitare la capacità di comprensione rispetto a domande aperte e formulate in maniera complessa (descrittore 1).

Relazione di un testo a scelta tra quelli proposti. La relazione prevede una prima parte rielaborativa del testo letto ed una seconda parte di analisi critica (integrazione con altre fonti sul tema scelto). In tal senso, le relazioni (che non possono essere inferiori alle 3\4 cartelle) verificano la capacità di comprensione applicata al proprio contesto sociale e alla propria futura professionalità (descrittore 2).

Relazione sui laboratori. Questa verifica vuole insistere ancora sulla capacità di comprensione applicata ma anche sulla autonomia di giudizio dello studente e sulla sua abilità comunicativa.

La valutazione finale dello studente emerge dalla media ponderata dei punteggi ottenuti dallo studente nelle diverse prove, che devono essere tutte presenti come requisito di sufficienza (se ne manca una, lo studente risulta insufficiente).
In particolare:
la prova scritta, valutata in 30esimi, vale il 40% del voto finale. Per prendere la sufficienza, lo studente deve rispondere a tutte le domande aperte obbligatorie. A seconda della capacità critica e di approfondimento il voto varia;
la relazione del testo, anch’essa in 30esimi, vale 30% del voto finale;
l’elaborato finale rispetto ai laboratori in 30esimi vale 30% del voto finale.
Agli studenti vengono spiegati questi criteri di valutazione all’inizio del corso.